UNA TRADIZIONE CENTENARIA
Il panettone come lo conosciamo oggi nasce nel 1919 quando Angelo Motta apre a Milano il primo forno che ha sull’insegna il suo nome. All’inizio del secolo il panettone ha una forma più schiacciata di quella che conosciamo, e l’impasto più compatto. Angelo Motta riprende l’antico metodo della lievitazione naturale e rivoluziona insieme l’impasto e la forma: nasce con lui la “nuova” tradizione del panettone alto, a cupola di battistero più soffice e più ricco di uvetta. Il successo è immediato, anzi crescente negli anni successivi, tanto da dare inizio ad una delle più grandi storie di successo italiane.


UN DOLCE ANTICHISSIMO
Non è noto a tutti che il panettone ha come lontano antenato il pane grande e tondo, ricco di frutta, uva passa, canditi, spezie e miele, che veniva usato nei riti cristiani: le donne per aiutarne la lievitazione tracciavano una croce con la fede nuziale sull’impasto. Il suo nome appare già nel Settecento: Pietro Verri lo chiama “pane di tono” (pane grande). La tradizione racconta di diverse vicende collegate alla nascita del panettone.


ANEDDOTI E LEGGENDE
Tra le vicende si narra una storia d’amore: quella di Ughetto degli Antellari, nobile cavaliere milanese innamorato di Adalgisa figlia di Ludovico Maria Sforza. Ughetto si finse garzone del fornaio Toni e preparò un pane dolce ricco di uvetta e scorze candite di arancia e cedro: volle giungere al cuore di Adalgisa per la via della gola.
Un altro racconto fa risalire il panettone alla corte di Ludovico il Moro. Il medesimo cuoco Toni si accorge troppo tardi che il dolce preparato per la cena di Natale si sta bruciacchiando. Allora cerca di rimediare guarnendolo con frutta candita e uvetta. Quel dolce, accolto con grande favore, diviene il “pane di Toni”, ovvero il panettone.


IL PANETTONE OGGI
Oggi questo dolce soffice e così ricco è diventato il simbolo del Natale e contribuisce ad imbandire le tavole degli italiani nei gioiosi momenti di festa Natalizi.